La musica e la danza latinoamericana
Cenni storici
(1)

1492, la scoperta.. .la conquista del Continente Americano parte con la spedizione di Cristoforo Colombo.
Nel giro di pochi anni l'opera dei Conquistadores è compiuta: completo controllo del territorio, i nativi, gli indios, sostanzialmente sterminati dal massacrante lavoro nelle piantagioni, dalle malattie causate dal contagio degli europei.
La sostituzione nel lavoro, con gli schiavi importati dall'Africa, fu una necessità invocata addirittura dai pii missionari spagnoli. Missionari che con grande impegno svolsero, verso i nativi, il compito di "evangelizzazione", nell'intento di... salvarne l'anima.

Sin dall'inizio della colonizzazione le danze e i canti indiani e africani vengono repressi, specie dal clero. Nel tentativo di evangelizzare gli schiavi, francescani e gesuiti aprono scuole deputate tra l'altro all'insegnamento degli inni cristiani.

Tuttavia alcuni culti precolombiani e africani resistono all'influenza straniera e nel fondersi con il cristianesimo danno vita alle religioni sincretiche.
Prende via il processo di "creolizzazione" favorendo la nascita dei primi generi veramente americani, non più quindi indiani, africani o europei.
Quadriglie, Contraddanze, Polche e altre Seguidillas, insieme ad Opere Liriche, Cantici Cristiani, Marce Militari, Canti de Natividad, Canti dei Marinai si fondono con le musiche e le danze africane, inca o aymarà, cioè amerinde del Perù e della Bolivia.

Acrobatiche danze tribali, scandite da canti e strumenti di provenienza africana, danno origine alla Capoeira a Bahia, al Laghia in Martinica e al Kalinda a Trinidad; alcuni Riti di Fertilità Bantù si trasformano in Samba in Brasile, Guaguancò a Cuba, Candombe in Argentina e in Uruguay.
In ogni dove affiorano infinite forme di espressione creole: Marinera in Perù, Chacarera in Argentina, Pasillo in Ecuador, Sambuco in Colombia, Joropo in Venezuela, Tamborito a Panama: l'elenco potrebbe allungarsi all'infinito.

Nelle zone ad alta densità di popolazione nera o in quelle, come l'Argentina, dove i neri sebbene oggi scomparsi, lasciarono la loro impronta, musica e danza sono indissociabili. Da questo "microcosmo dell'umanità", come lo definì Simon Bolivar, sono nati il Tango, il Samba, il Mambo, il Calypso o il Reggae, balli e al contempo generi musicali espressione di culture complesse, descrizione di condizioni, di sentimenti e, oltretutto... piacevoli all'ascolto.
La loro diffusione nel mondo, al di là delle degenerazioni commerciali, è dovuta proprio alla ricchezza degli elementi sonori e ritmici che li compongono, alle emozioni che generano e rinnovano, a quanto in essi si riconosce gran parte dell'umanità. (CONTINUA)

Maurizio Correnti