II ballo a... Roma (dagli anni '60 ai '90)

Negli ultimi decenni c'è stata una crescita continua.
Dal ristretto ambiente di appassionati, cui si univano solo saltuariamente tanti romani, si è passati ad una frequentazione costante e di massa che coinvolge tutte le fasce di età. Penso agli anni 60: le discoteche, nulla a che vedere con le attuali, venivano riempite solo di domenica pomeriggio (dalle ore 16 alle ore 20!!!), maschi 150, femmine 80 e quasi tutte "accompagnate". Gli altri locali.. qualcosa di giovedì!
Nelle discoteche…lo Shake, Hully Gully, Twist, qualche Lento... insomma, giusto per stare insieme, incontrarsi, o spesso solo sperarlo.
Gradevoli in quegli anni i motivi commerciali, specie nel periodo estivo.

Ancora la grande massa dei giovani alternava al Cinema le "festicciole in casa": giradischi, i pochi 45 giri, 20 tra ragazze e ragazzi, chinotto, aranciata e, assenti i genitori.., qualche secondo di luce spenta e poi... "gioco della bottiglia".
Nei locali da Liscio, qualche Valzerotto, Foxtrot, Tango, con esibizione de "li mejo tacchi", autentici personaggi in questi ambienti, spesso con comitiva del proprio quartiere al seguito.

Poi con gli anni 70 la musica cambia, in tutti i sensi.
La musica nelle discoteche, non male, specie a risentirla dopo tanti anni, tutta prodotta dalle industrie discografiche anglo-nordamericane.
La musica commerciale per eccellenza.
Le discoteche aumentano, ed anche le loro dimensioni.
Aumenta il volume ed aumentano gli effetti luce, ma la presenza dei giovani non è maggioritaria.
Gran parte della gioventù non si coinvolge. Non ci riesce il ballo, rimasto sostanzialmente allo Shake, anche se con nuove denominazioni, né tanto meno l'ambiente e i suoi messaggi culturali, protési al disimpegno.
I fermenti che investono i giovani sono di altra natura.
Questi preferiscono incontrarsi, "parlare", nelle birrerie (quanti wrustel con crauti!) e poi nei concerti.
Si è più attenti ai testi dei Cantautori che alle lusinghe d'oltre oceano.

I veri cambiamenti, quello che determineranno il percorso che ha portato alla situazione attuale, verranno da motivazioni diverse.

Intanto tra i giovani, si... proprio tra quelli che rifiutavano la egemonia dell'industria anglo­nordamericana, partono una serie di iniziative.
Con lo sviluppo dell'associazionismo culturale iniziano a proporsi momenti diversi, anche musicali, di aggregazione.
Ricordiamo la "rivoluzione" dell'uso della città con "l'Estate Romana", le tante occasioni che hanno permesso uno sviluppo notevole delle idee e delle professionalità dei nuovi soggetti giovanili. La nascita di associazioni culturali che si prefiggono di diffondere la danza, la musica, ecc..

L'incontro con le presenze prima e comunità multietniche poi, nella nostra città. E qui siamo già negli anni 80.
Le prime ondate migratorie, verso il nostro paese.
Dall'Africa, dall'America Latina.
Non più solo i rifugiati politici, alcuni dei quali grandi artisti, ma lavoratori, specie dal Sud America.

E con queste nuove comunità si creano nuove aggregazioni, nascono anche i primi localini, punti di incontro tra loro e i romani più sensibili e curiosi.
Anche le prime manifestazioni culturali, fino alle Feste dei Popoli, l'isola Tiberina, ecc... Dove un più ampio pubblico può ascoltare la loro musica, vedere le loro danze.

Infine le grandi iniziative: Caraibi Caribe, per tre edizioni, il Festival Latino Americano all'Eur, due edizioni, e da 12 anni ormai, Fiesta...a Capannelle.

Ho citato soltanto le manifestazioni più famose, in realtà ometto una miriade di iniziative minori ma non meno importanti.
Quante rassegne di danza, nelle più svariate situazioni!

E le Danze Africane? Il recupero delle nostre Danze Popolari? E lo sviluppo notevole del Tango Argentino? Ne parlerò... a parte.

Dagli anni 80, gradualmente si è sviluppato anche il settore delle Danze Standard e Latino Americane, Stile Internazionale. Un settore che proprio nel massimo del sviluppo attraversa una seria e "salutare" crisi. Lo tratterò con un intervento specifico. Merita!

Negli anni 90, abbiamo quello che giustamente è definito il "Boom della Salsa". Un fenomeno ormai nazionale che ha visto la città di Roma alla testa di un vero "movimento". Non a caso è stata definita "la Capitale Europea della Salsa". ... mi fermo qui, ritornerò volentieri sull'argomento.

Maurizio Correnti